Tornando da Medjugorie
nov 06
Cultura, Note personali ... a margine, Senza categoria No Comments
Medjiugorje è il nome di una piccola località della vecchia Jugoslavia situata nelle vicinanze della città di Monstar in Bosnia-Erzegovina. E’diventata nota a moltissimi per alcuni eventi di carattere religioso iniziati nel giugno del 1981: a quattro ragazze e a due ragazzi sarebbe apparsa la Madonna con modalità originali.
Il giornale dei vescovi italiani, Avvenire ha dedicato ampio spazio all’evento appena ricordato nella ricorrenza del trentennale. Riferisce pure alcuni dati quantitativi: i pellegrini a Medjiugorje in questi anni scorsi sono stati oltre 30 milioni, le messe celebrate 600.000 e le ostie distribuite 27 milioni.
E’ prudente continuare ad usare il verbo essere al condizionale riferendoci alle apparizioni della Madonna. Su questo evento mariano infatti ancora non vi è stato un pronunciamento ufficiale della chiesa. Il giornale dei vescovi ha comunicato che il 17 marzo 2010 è stata istituita una commissione d’inchiesta presso la Congregazione per la dottrina della fede a Roma, composta da esperti e presieduta dal cardinale Ruini. Noi quindi non possiamo e non vogliamo sostituirci alla commissione d’inchiesta, e proprio per questo motivo non vogliamo forzare il giudizio sul fenomeno delle apparizioni a Medjiugorje né in un senso, né in un altro.
Nell’attesa però possiamo riflettere sulla cartina geografica della zona e prendere nota di qualche notizia storica per renderci conto come qui si vive. Qui è confine linguistico, religioso, politico, con le inevitabili tensioni e conflitti.
La storia ci spinge nel lontano passato, sec. IX, per farci incontrare i due fratelli santi Cirillo e Metodio che da Salonicco, loro paese natio in Grecia, si spinsero tra le popolazioni slave (pagane) per cristianizzarle alle quali fornirono anche un alfabeto nuovo detto appunto “cirillico”.
Qui dunque si incontrano ma anche si scontrano alfabeti, lingue e religioni diverse, più corretto dire che si incontrano e si scontrano le persone e non le cose. Qui sono gomito a gomito la chiesa ortodossa-greca (la Serbia), la chiesa cattolica-latina (Croazia). Il solco si allargò nel 1453 anno in cui accadde un evento di portata immensa con conseguenze che pesano ancora oggi su tutto il continente europeo. Accadde che i turchi ottomano con a capo Agamet II conquistarono Costantinopoli la capitale del millenario impero bizantino e quindi cristiano subendo l’umiliazione, anzi l’oltraggio, di sentirsi cancellato il proprio nome per quello nuovo Istambul e la chiesa madre Santa Sofia trasformata in Moschea. L’Impero Ottomano turco si espande rapidamente sulle coste del mare Mediterraneo. Nel 1480 i turchi al comando di Agamet II sbarcarono in Puglia conquistando la città di Otranto con l’eccidio degli 800 cittadini e martiri. I turchi premevano nell’est dell’Europa conquistando la Grecia, l’Albania, la Bosnia-Erzegovina arrivando fino alle porte di Vienna e di Budapest. La resistenza cristiana faceva fatica ad organizzarsi. Nella resistenza si distinse il frate francescano San Giovanni da Capistrano. L’espansione turca in Europa mise radici in Albania, in Bosnia-Erzegovina, nel Kosovo, nel Montenegro.
Quanto fin qui detto è verificabile sul territorio della ex Jugoslavia. La stessa città di Monstar si presenta con tre quartieri ben distinti: l’ortodosso, il latino e il mussulmano.
Anche nel presente si sono registrati e si registrano tra le parti in campo momenti di pacifica convivenza, di tensione e di scontri violenti.
La prima guerra mondiale 1915-1918 ebbe inizio in questa area con un delitto politico compiuto a Sarajevo contro il principe ereditario d’Austria.
La seconda guerra mondiale 1940-1945 si concluse con la divisione dell’Europa in due blocchi. Il confine tra i due blocchi passava tra l’Italia e quella che fu chiamata Jugoslavia.
Al crollo del muro di Berlino e di conseguenza al crollo della vecchia Jugoslavia, proprio in questa area di cui ci stiamo occupando, è stato registrato un conflitto di inaudita violenza tra le stesse parti dimoranti in loco.
Dallo sfaldarsi della vecchia Jugoslavia si sono costituiti nuovi Stati indipendenti e sovrani, dai confini disegnati con molta diplomazia: la Croazia, la Bosnia-Erzegovina, la Serbia, il Montenegro, il Kossovo. Ma mia conclusione è questa: questo territorio appena menzionato fin dal medioevo invoca la pace e continua ad invocare pace sotto il dominio dell’impero turco, invoca pace durante tutto il secolo scorso, nella prima e seconda guerra mondiale, e invoca pace nei nostri giorni.
A Medjigorje si sente il grido di pace (mir!), tanto invocata quanto attesa. Pace costruita giorno per giorno. Pace difesa giorno per giorno. Senza negare la storia ma accettando il dialogo che comporta sacrificio. Da Medjigorje risuona il messaggio del Vangelo: pace in terra agli uomini di buona volontà.
Lecce 5 novembre 2011
Padre Antonio Febbraro
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