FINE DI UNA GRANDE STORIA? … la ricerca del senso della fraternità

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Il Corriere della sera del 31 agosto 2011 ha riportato una nota di  Vittorio Messori il quale si è soffermato sul declino degli ordini religiosi e pone la scottante domanda: è la fine di una grande storia? La risposta sembra inesorabile anche per un uomo di fede che continua a credere nella Provvidenza che governa il mondo. Tra la domanda e la risposta Messori registra dei dati e sviluppa delle considerazioni che invitano anche a battersi il petto.

L’articolo mi ha richiamato alla mente il romanzo di Silone[1] “Vino e pane” nel quale si muovono molti personaggi tra cui alcuni preti Don Benedetto e Don Piccirilli, pure un francescano fra Gioacchino. Interessante lo scontro di pensiero tra i due preti che in parte e in vario modo richiama la riflessione di Messori. Don Benedetto è un vecchio professore di liceo, un cristiano che ama le cose antiche e oneste, interessato alla vita reale dei suoi ex alunni. Ritenuto un rivoluzionario fu messo a riposo. Don Piccirilli è il curato della parrocchia, un prete moderno, giovane, carrierista. Questi ha scelto di fare l’informatore segreto del vescovo“segreto per modo di dire, lo sappiamo tutti”. Don  Piccirilli sfrutta il vento della politica che soffia a suo favore. Il corto circuito tra i due preti avviene proprio sul modo di intendere la chiesa. Per Don Benedetto la chiesa è realtà spirituale e materiale insieme e quindi un modo di essere e di esistere, riconoscibile per la fedeltà a l’uomo. Per Don Piccirilli la chiesa è una organizzazione, un compromesso, un modo di esistere mirante a far proseliti. Dichiaro la mia simpatia per Don Benedetto e sposto l’attenzione su fraternità in continuità con quanto scrive Messori. La fraternità oggi è molto invocata nei documenti ufficiali e tra i corridoi dei conventi, maschili e femminili. Forse perché troppo assente nel vissuto quotidiano.

Chi è? cos’è la fraternità? Vocabolario alla mano: fraternità, sostantivo femminile astratto, esprime l’idea di una libera amicizia non derivante da rapporti parentali. Nell’uso ecclesiastico recente la parola fraternità ha mutato natura, da termine astratto è diventato concreto: ora indica semplicemente una maggioranza all’interno di un gruppo di persone. Una maggioranza piovuta dall’alto. Il malessere diffuso e la dispersione che ne consegue è l’esito di Babele cioè della confusione dei linguaggi e dei ruoli nei quali ha affogato la realtà cristiana in Europa.

Padre Antonio Febbraro


[1] Ignazio Silone (1900-1978) scampato al terremoto della Marsica (Abruzzo) rimase orfano all’età di 14 anni. Di se stesso ebbe a dire: “Sono un socialista senza tessera e un cristiano senza chiesa”. Sul finire della sua vita espresse il desiderio di essere sepolto fuori dalla chiesa accanto al campanile del proprio paese natale.

 

 

 

 

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  1. Luca
    set 01, 2011 @ 13:56:02

    papa Roncalli ebbe a dire: “La Chiesa è un giardino da coltivare e non un museo di antiquariato… capo della Chiesa è Cristo ….”. Questa frase vuole solo aggiungersi allo spirito del tuo intervento, p. Antonio e alle riflessioni di Messori

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